Colpo messo a segno dalla Polizia Provinciale impegnata in prima linea nel contrasto del fenomeno del bracconaggio.

L’insistente pattugliamento degli ambienti rurali del territorio provinciale ha portato all’individuazione da parte del personale della Polizia Provinciale di Fermo di un sito utilizzato per la cattura illecita di fauna selvatica (fagiani, lepri, istrici ecc.) nel quale erano state predisposte sedici trappole.

Trattandosi di attività illecita per la quale sono previste sanzioni penali, gli agenti provinciali hanno avviato una specifica attività investigativa con appostamenti sul sito che si è protratta fino all’individuazione del bracconiere e al suo fermo, colto in flagranza di reato.

Per poter identificare il bracconiere di origine asiatica, gli agenti provinciali chiedevano collaborazione al Comandante Tofoni della Polizia Locale del Comune di Sant’Elpidio a Mare, che prontamente provvedeva ad inviare una pattuglia in supporto.

Da un primo riscontro documentale, effettuato sul posto, ai quattro operatori di polizia sorgevano fondati dubbi sulla regolarità dell’immigrato per cui procedevano all’accompagnamento coatto in Questura per le operazioni di fotosegnalamento ed identificazione.

Presso la Questura di Fermo, a sorpresa, il bracconiere risultava essere un cittadino straniero immigrato in Italia da tempo ma sprovvisto di regolare permesso di soggiorno, e quindi clandestino.

La Questura di Fermo nei giorni a seguire ha emesso un decreto di espulsione per il clandestino, mentre la Polizia Provinciale unitamente alla Polizia Locale di Sant’Elpidio a Mare ha provveduto al deferimento presso le Autorità Giudiziarie competenti per gli illeciti commessi.

Ad aggravare la posizione del clandestino, il fatto che le azioni condotte dallo stesso si sono verificate all’interno di un’area dedicata alla protezione e ripopolamento delle specie selvatiche.

Purtroppo il fenomeno del bracconaggio è una piaga dai numeri sconosciuti ed in grande aumento, sia per il poco personale di vigilanza in dotazione alla Provincia di Fermo, (che a seguito dell’attuazione della riforma Delrio dispone di solo tre agenti) sia per le disposizioni emanate per il controllo degli animali in sovrannumero che consentono ad alcuni cacciatori specializzati di operare in qualsiasi luogo, in qualunque ora del giorno ed anche a caccia chiusa che rendono di fatto indistinguibili le attività lecite da quelle illegali.